Salta navigazione.
Home

Catechesi Adulti

2012/13 - Catechesi Adulti

QOELET (da aprile 2013)

Diversi per genere letterario e per stile, il libro di Giobbe e quello di Qoelet, che ci accingiamo ad affrontare, sono entrambi libri di rottura nei rispetti di una mentalità statica e soddisfatta del proprio sapere. Sono libri di crisi, di provocazione alla ricerca di una fede più autentica e consapevole.

Il libro di Qoelet o Ecclesiaste è uno dei più difficili e più importanti dell'A. T. Il termine Qoelet sembra indicare colui che partecipa all'assemblea, che prende la parola per esprimere il proprio parere diverso da quello tradizionale. Scritto intorno al 200 a. C., ne vengono date differenti interpretazioni: Qoelet è un pessimista convinto che la vita non ripaga la nostra fatica e delude tutte le nostre speranze? Oppure è un ottimista convinto che la vita, nonostante il succedersi di situazioni disparate e contraddittorie che la fanno apparire senza senso, segue un progetto, un ordine che noi non vediamo ma che la fede garantisce? 

L'autore dotato di originalità di pensiero e di grande onestà intellettuale, offre molta materia di riflessione. Vi troviamo risvolti di pessimismo ma bilanciati da un sano e realistico amore per la vita, tracce di scetticismo nei confronti di Dio bilanciati da una fede robusta, espressioni di critica distruttiva bilanciate da altre sagge e di buon senso. Vi sono presenti tutte le tensioni e le contraddizioni che fanno parte della vita osservate con occhio onesto e disincantato.

Il tema centrale del libro ruota intorno a quelle che il Concilio Vaticano II definisce: "le grandi domande che ognuno di noi si porta dentro:  Che senso ha la vita? La realtà è assurda o intellegibile?  la vita è un dono, un destino cieco o un caso? perchè questa sete che nessuna conquista riesce ad estinguere? che cosa posso sperare e che cosa devo fare?" ( Gaudium et Spes, 10)

Il tentativo di capire l'esistenza del mondo e della vita umana si scontra con l'incapacità dell'uomo di comprendere le opere di Dio e i suoi disegni. Ai tanti limiti della conoscenza che rendono pura temerarietà la pretesa di conoscere Dio e le sue vie, si aggiunge la morte, il limite estremo che pone definitivamente fine alla vita umana e rende relativo tutto ciò che esiste e si può realizzare nella vita.

Data la relatività di ogni esperienza e conoscenza, la perfetta felicità che sazierebbe quella fame di assoluto che è nello spirito umano non è raggiungibile. L'uomo deve accontentarsi di particelle di soddisfazione, momenti di felicità che diano senso alle fatiche quotidiane della vita.

Tuttavia poichè i motivi di gioia non eliminano la precarietà della vita, il saggio non sopravaluta la realtà ma accetta la vita così com'è con le sue luci e la sue ombre.

Ci aiuterà a riconoscere e cogliere le gioie della vita e ci suggerirà il giusto rapporto con Dio.

A questo libro affascinante e attualissimo  dedicheremo gli ultimi quattro incontri della nostra catechesi  di quest'anno.

Vi aspettiamo con tanto desiderio di camminare insieme alla luce della Parola di Dio.

Le catechiste Margherita, Elena, Aurora.                 

                                                                    

 

G I O B B E  (da settembre 2012)

Riprendiamo gli incontri di catechesi per gli adulti, quest'anno leggeremo il libro di Giobbe, il capolavoro letterario del genere sapienziale.

E' composto essenzialmente da un lungo dialogo poetico preceduto e seguito da una narrazione. La cornice in prosa descrive la pietà e la felicità di Giobbe e le dure prove cui è sottoposto col permesso di Dio. Pur perdendo  beni, figli e salute, Giobbe supera la prova cui è sottoposta la sua fede. Tre amici vengono a trovarlo e per sette giorni non fanno che piangere.

Il dialogo poetico inizia con lo sfogo appassionato di Giobbe che maledice il giorno della sua nascita e si articolerà poi in tre cicli di dialoghi tra il protagonista e i suoi amici che esprimono le loro opinioni morali su quanto gli è successo.

Il tema principale del confronto si interroga sulla sofferenza inspiegabile del giusto. Giobbe rifiuta le spiegazioni razionalizzanti proposte dagli amici e protesta con forza la propria innocenza e l'irrazionalità della sofferenza che lo ha colpito, chiede conto a Dio di quanto gli avviene, è Dio il grande discusso!

E alla fine "dal seno della tempesta" interviene Dio e parla a Giobbe...

Nella riflessione sul dolore innocente il grido di Giobbe diventa il nostro grido, le sue domande sono le nostre, sia nostra anche la sua pazienza, ovvero la sua fedeltà e la costante ricerca di Dio e della sua Giustizia.

Ci occorrerà anche la pazienza di non cercare uno sviluppo nella storia, di non voler trovare delle risposte ...ma di seguire il percorso del testo accettando fino in fondo la sfida di Giobbe.

Intraprendiamo con umiltà e apertura di cuore questo cammino che ci è donato di compiere insieme.

Gli incontri avranno come sempre cadenza quindicinale, al martedì pomeriggio alle 16,30 oppure alla sera alle 21.

Vi aspettiamo con rinnovato entusiasmo, le catechiste Margherita, Elena, Aurora.

 

2011/12 - Catechesi Adulti

Il libro dei SALMI

Riprendiamo gli incontri di catechesi per gli adulti; quest'anno leggeremo e mediteremo il libro dei Salmi.

E' il libro di preghiera per eccellenza, un vero e proprio "formulario" di preghiere che raccoglie 150 salmi. Nati per essere cantati, a tutta la raccolta si dà il nome Salterio dallo strumento che ne accompagnava il canto.

In essi trova espressione tutta l'esperienza umana con la vasta gamma di sentimenti che l'accompagnano: gioia e sofferenza, desiderio di Dio e senso della propria indegnità, fiducia in Dio e solitudine dell'uomo, desiderio di vita piena e paura di morire...

Sono preghiere espresse in forma lirica e poetica di altissimo valore, manifestazioni dell'animo e della fede, in cui ciascuno si può riconoscere. Esamineremo nel cammino i vari generi letterari: inni, salmi sapienziali, suppliche individuali e collettive, canti di ringraziamento,di fiducia,di penitenza, salmi regali, ..., ma possiamo già sintetizzarli in due grandi ambiti: la supplica e la lode che quasi inscindibilmente si fondono in un unico canto a celebrare la grazia eterna del Signore che viene in soccorso alla nostra fragilità.

La Parola di Dio diventa parola di preghiera nelle espressioni del salmista ispirato ma anche di quanti pregano il Signore con le parole che Egli stesso ci ha donato e il suo dono si rinnova ogni volta che il credente se ne appropria facendone l'espressione del suo animo che si volge a Dio.

"I Salmi sono preghiere che ci insegnano il cuore di Dio, per cui non solo possiamo parlare con Dio, ma possiamo imparare chi è Dio e, imparando come parlare con Lui, impariamo l'essere uomo, l'essere noi stessi." ( Benedetto XVI udienza generale 22 giugno 2011)

Insegnandoci a pregare i Salmi ci insegnano che anche nel dolore, nelle prove più dure, la presenza di Dio rimane, è fonte di gioia e consolazione;      si può piangere, lamentarsi, ma sempre nella consapevolezza che Dio è con noi, non ci abbandona!

E' significativo che le espressioni dei salmi vengano frequentemente riprese nel N.T.; il Signore Gesù nella sua vita terrena pregò con i salmi ed essi trovano in Lui il loro senso più pieno e profondo  acquistando in Cristo una luce nuova alla quale il Salterio può brillare in tutta la sua ricchezza.

Nella Chiesa il canto gioioso dei salmi non viene meno nè giorno nè notte, la Liturgia delle Ore, infatti, scandisce la giornata del credente  dalle prime ore del mattino con le Lodi, continuando con l'Ora Media : terza, sesta e nona, seguono i Vespri al calar del sole fino alla Compieta prima del riposo notturno.  

Mettiamoci insieme, dunque, alla scuola della Parola e facciamo del Salterio una guida che ci accompagni ogni giorno nel cammino della preghiera.

    Ricordiamo che gli incontri sono quindicinali e si svolgono al martedì pomeriggio alle ore 16,30   oppure alla sera alle ore 21 a partire dal prossimo 25 ottobre.

     Vi aspettiamo, cordialmente le catechiste Margherita, Elena, Aurora.  

Catechesi Adulti (Anno Catechistico 2010/11)

Febbraio - Giugno 2011
Il libro di Daniele

Composto nel 2° secolo A.C. durante le persecuzioni di Antioco 4° Epifane, in epoca maccabaica, il libro di Daniele è una sintesi di tre generi di letteratura biblica: profetico, sapienziale e apocalittico. Il suo autore ha raccolto varie tradizioni orali e scritte su un personaggio realmente vissuto all'epoca dell'esilio e di Ciro e divenuto leggendario in epoca post'esilica.

Famoso per la sua sapienza, la sua caratteristica più notevole è la capacità che Dio gli concede di interpretare sogni e visioni. A causa delle differenti traduzioni raccolte nelle tre lingue dell'epoca, aramaico, ebraico e greco,  il personaggio risulta spesso contraddittorio: ora un giovane sconosciuto, ora un indovino o un mago, ora un personaggio in vista alla corte di Nabuccodonosor.

Il libro si compone di  racconti e visioni.

I racconti hanno per protagonista  Daniele, tranne uno. Sono narrazioni allegoriche che vogliono comunicare un messaggio ben preciso attraverso la creazione di immagini vive e potenti: Daniele e i suoi tre compagni al servizio di Nabuccodonosor; Il sogno di Nabuccodonosor: la statua composita con i piedi di argilla; Anania, Azaria e Misaele salvati dalla fornace ardente; La follia di Nabuccodonosor; Il sogno di Baldassar; Daniele nella fossa dei leoni.

Le visioni sono tre raccontate in prima persona e spiegate dagli angeli: l'Angelo Gabriele spiega la visione dell'ariete con due corna sconfitto dal capro unicorno;  l'Angelo Gabriele spiega il significato della profezia dei 70 anni di esilio( Gr, 25,11-12; 29,10); l'Angelo Michele, il principe, spazza via definitivamente il potere sacrilego e crudele. Resurrezione dei morti.

Sono aggiunte posteriori: la preghiera di Azaria nella fornace; il canto di lode e ringraziamento dei salvati dalla fornace ardente; la storia di Susanna; Bel e il drago.

Scopo del libro è sostenere la fede e la speranza dei Giudei perseguitati da Antioco 4° Epifane,mostrando il grandissimo valore della testimonianza fino al martirio, Daniele e i suoi compagni infatti vengono sottoposti alle stesse prove per indurli a trasgredire la legge e a rendere culto idolatrico, ma ne escono vincitori e gli antichi persecutori devono riconoscere la potenza del vero Dio.

Ampiamente sviluppato è il tema della Signoria di Dio: i momenti della storia del mondo fanno parte di un disegno divino. Dio esercita la sua sovranità su tutti i regni della terra, essi si succedono in vicende in cui si compie il Suo giusto giudizio sulle potenze umane in relazione alla sua sovranità universale e al suo popolo sul quale Egli regna in modo speciale, fino all'avvento del Regno escatologico eterno ed universale.

Al misterioso "Figlio di Uomo"  viene conferito il potere, l'onore e la regalità sopra tutti i popoli, eterna sarà la sua giustizia ed eterna sarà la vita di coloro che risorgeranno splendenti per la loro fedeltà e il loro martirio. Tutti i morti risorgeranno chi per la vita eterna chi per l'ignominia eterna.

Gesù attribuirà a sè stesso questo appellativo designandosi come " il Figlio dell'Uomo" ( Mt. 8,20; 26,64).

Gennaio - Febbraio 2011
Il profeta Sofonia

Sofonia fu profeta in Gerusalemme dal 639 al 628 aC durante gli anni della reggenza per la minore età del re Giosia salito al trono a soli 8 anni (640-609)

Giuda si trovava sottomesso da un secolo agli Assiri e a poco a poco, soprattutto durante il regno dell'empio re Manasse, si era lasciato pervadere dai costumi stranieri e dalle loro pratiche idolatriche. Questo stato di cose durò  finchè il pio re Giosia, raggiunta la maggiore età, iniziò una profonda riforma religiosa (628)  della quale Sofonia può considerarsi promotore e padre spirituale anche se non ne vide l'attuazione.

Nella sua predicazione egli inveisce contro le diverse forme di idolatria che vanno dal culto babilonese degli astri ai riti compiuti sui tetti delle case al culto dei baal cananei i cui simulacri avevano trovato posto perfino nel tempio di Gerusalemme.

Si scaglia contro i cortigiani e i membri della casa reale che esercitano la reggenza, per la loro immoralità.

Per gli atti di violenza contro i cittadini più inermi, per gli abusi e i soprusi nell'amministrazione della giustizia, il profeta  paragona la loro tirannia e venalità alla crudeltà dei leoni ruggenti e all'ingordigia dei lupi famelici.

Non sono esenti da condanna i commercianti disonesti e i ricchi crapuloni che vivono nella dissolutezza e nella ribellione a Dio.

Il castigo divino sarà tragico e ineluttabile, una catastrofe di proporzioni cosmiche si abbatterà su Giuda e su tutte le genti nel giorno in cui esploderà "l'ira di Dio".

Il profeta però non ci lascia sotto l'incubo del castigo ma annuncia la promessa della salvezza divina. Come nel castigo sono coinvolte tutte le genti, così anche la salvezza è annunciata per tutti. Alle nazione pagane è annunciata la conversione alla fede in Dio, al popolo di Giuda il rinnovamento spirituale e il trionfo degli umili.

Compiuto il castigo degli empi si realizzerà il popolo degli umili e dei giusti a cui si volgeranno tutte le nazioni per conoscere il Signore.  

Dedicheremo agli oracoli di Sofonia due incontri.

 

 

Dicembre 2010
Il profeta Michea

Michea fu profeta in Giuda sotto i re Acaz ed Ezechia, da prima della presa di Samaria (721) e forse fino all'invasione di Gerusalemme da parte del re assiro Sennacherib (701).

Nulla sappiamo della sua vita nè della sua vocazione, ma attraverso gli oracoli del profeta Jhwh fa il processo al suo popolo e lo trova colpevole di colpe religiose e morali.

Michea fustiga i ricchi accaparratori, i creditori spietati, i commercianti fraudolenti, le famiglie divise, i sacerdoti e i profeti avidi, i capi tirannici e i giudici corrotti. Costoro fanno il contrario di quello che vuole il Signore: "praticare la giustizia, amare teneramente, camminare umilmente con il tuo Dio".

Il castigo è deciso: Dio viene a giudicare e punire il suo popolo, Samaria sarà distrutta ma anche Gerusalemme sarà ridotta a un mucchio di rovine.

La speranza, per il popolo e per il mondo intero, è legata all'annuncio della nascita a Betlemme di Efrata del re pacifico che farà pascere il gregge di Jhwh.

Il messaggio di Michea riassume armonicamente quello dei suoi antecessori Amos ed Osea e quello del suo maggior coetaneo Isaia.

Dedicheremo al libro di questo profeta i prossimi due incontri.

 

 

Periodo Settembre - Novembre 2010
Amos, il profeta della giustizia

... Ricominciamo insieme il cammino di  meditazione della Parola di Dio. I primi incontri di quest'anno prevedono  la lettura del libro del profeta Amos quì brevemente presentato.

                Amos, il profeta della giustizia.

Amos era allevatore di bestiame e coltivatore di sicomori a Tekoa un piccolo villaggio di Giuda, a pochi km da Betlemme e da Gerusalemme.  E' stato preso da Jhwh da dietro il gregge e mandato a profetizzare in Israele.

Con un linguaggio  schietto e concreto egli predica al tempo di Geroboamo2°, intorno alla metà dell' VIII secolo, epoca di grande splendore per il regno del nord.  Tuttavia il benessere di cui Israele gode  si regge su grandi ingiustizie sociali e individuali: 

-Il lusso dei potenti è un insulto alla miseria degli oppressi, anzi è ottenuto con sfruttamento e prevaricazione.

-Lo splendore del culto nei santuari maschera l'assenza di una  relazione con il Dio vero, che non vuole ricchi sacrifici ma giustizia e solidarietà fraterna.

Attraverso la predicazione del profeta risuona forte e chiara la condanna di Dio e l'annuncio del castigo inevitabile insieme all'invito a uscire dal proprio egoismo: "... Cercate il bene e non il male...odiate il male e amate il bene..." . La sopravvivenza dipenderà dall'impegno per una società più giusta che è dono d Dio e frutto della giustizia.

L'ultima parola è quella della speranza nella misericordia di Dio: due oracoli di salvezza chiudono il libro. 

  Vi aspettiamo con amicizia liete di questa opportunità di camminare insieme nel Signore.

             Le catechiste Lucia, Margherita, Elena, Aurora

ll racconto di Giona

                                   

 

Gli ultimi due incontri di catechesi di questo anno pastorale saranno dedicati alla lettura di un gustoso libretto di soli quattro capitoli: il libro di Giona.

Esso è diverso da tutti gli altri libri profetici, narra la storia di un profeta disobbedente che vuole dapprima sottrarsi alla sua missione e che poi si lamenta con Dio del successo inatteso della sua predicazione.

Si tratta di un racconto didattico piacevole ma anche istruttivo : afferma che le minacce di castigo da parte di Dio sono l'espressione di una sua volontà misericordiosa, Egli non attende che la manifestazione del pentimento per accordare il suo perdono.

Questo libro predica l'universalismo della misericordia divina che si manifesta con l'indulgenza verso il profeta ribelle e si estende anche alla nemica più vituperata di Israele, la città di Ninive capitale assira. 

Siamo molto vicini al N.T.: Dio non è solo il Dio dei Giudei, è anche il Dio dei pagani, poichè non c'è che un solo Dio che di tutti si prende cura, di tutti si preoccupa che tutti chiama alla conversione. 

 

Condividi contenuti