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2019/20 - Catechesi Adulti

La catechesi per gli adulti quest'anno avrà come testo guida:

LA SECONDA LETTERA AI CORINZI.

L'Epistola fu scritta da San Paolo nell'anno 57-58 durante il suo soggiorno a Filippi. Sappiamo che tra la prima lettera, in cui aveva affrontato molte problematiche, e questa seconda si erano verificati ulteriori problemi riguardanti l'apostolato paolino. Avversari di Paolo, di cui non conosciamo l'identità, avevano attaccato duramente l'apostolo alienandogli parte della Comunità.

In questo secondo scritto Paolo difende con calore il proprio apostolato e prepara il suo ritorno nella città dove intendeva trascorrere l'inverno. La lettera gli fornisce l'occasione per esprimere tutto il suo affetto verso la Comunità, per chiarire malintesi circa la sua persona e il proprio operato, ma anche per illustrare la natura del ministero apostolico e la sua funzione nella Nuova Alleanza a testimonianza della fedeltà di Dio, contro ogni infedeltà.

La trattazione è così appassionata e concreta da essere considerata un caposaldo per il ministero ecclesiastico. Addetti al servizio della Parola e dello Spirito Santo, i ministri del Nuovo Testamento hanno votato se stessi all'opera di evangelizzazione, collaborando con Cristo per riconciliare gli uomini a Dio; essi effondono il prufumo di Cristo! Questo ministero tuttavia è un tesoro custodito in vasi di creta e ciò li deve mantenere nell'umiltà davanti a Dio e agli uomini.

Paolo approfitta della lettera anche per raccomandare ai Corinzi la colletta in favore della Comunità di Gerusalemme con la quale si mantiene in intima comunione.

In questo testo San Paolo raggiunge un vertice altissimo tra le opere letterarie dell'umanità intera. Egli scrive in tono commosso, eloquente ed appassionato, vibrano energicamente nelle sue parole la tristezza e la gioia, il timore e la speranza, lo sdegno e la tenerezza, raggiungendo sublimi espressioni di fede, miniera inesauribile per l'ascesi e la mistica cristiana.

Gli incontri inizieranno martedì 15 ottobre, alle ore 21 in canonica di Sant'Egidio, avranno come sempre cadenza quindicinale. Vi aspettiamo desiderose di camminare insieme alla luce della Parola del Signore, grate dell'occasione che ci è data di testimoniarci reciprocamente la Fede e sostenerci nel cammino, le catechiste Elena e Aurora.

Semplici e limpidi come Gesù.

2Co 1,12-24

San Paolo entra ora nel vivo della controversia. A Corinto lo si accusa di insincerita' per non aver rispettato i programmi annunciati. L'Apostolo si appella alla testimonianza della propria limpida coscienza la quale gli assicura di aver agito verso i Corinzi con la stessa limpidezza di Dio, non in modo egoistico, ma con la benevolenza di Dio.

La stessa semplicità e limpidezza, caratteristiche del suo comportamento, si rispecchia nei suoi scritti, nella speranza che comprendano fino in fondo il vincolo indistruttibile che lega l'Apostolo alla sua Comunità, oggetto di vanto reciproco davanti al Signore nel giorno della Parusia.

Riguardo ai termini dell'accusa, Paolo nega di essere ondivago e poco chiaro tra "Sì " e "No". Il motivo è teologico: in qualità di ministro e annunciatore di Cristo, Verità incarnata, non può ospitare in sé alcuna menzogna. In coloro che predicano il Cristo non può esserci il "Sì " e "No" ma solo il Sì di Cristo.

Gesù è il Sì di Dio alle promesse fatte a Israele e all'umanità tutta. Con la sua obbedienza Gesù diede compimento al disegno divino di salvezza. Al Sì di Cristo nella Incarnazione e nella Passione corrisponde il Sì del Padre nella Glorificazione. Ad esso fa eco l'Amen della Comunità cristiana che esprime il proprio "Sì " alla chiamata di Dio.

Tribolazioni Apostoliche e Consolazioni Divine.

2Co 1, 1-11

Nell'intestazione San Paolo usa per sé l'appellativo di "Apostolo di Gesù Cristo per Volontà di Dio", nella quale leggiamo un'affermazione dell'autorevolezza della sua missione. I destinatari sono tutti i Cristiani di Corinto e di altre Comunità dell'Acaia sui quali l'Apostolo invoca i doni messianici della della Grazia e della Pace che solo da Dio e dal suo Cristo, nostro Signore provengono.

La parte seguente della pericope presenta una misteriosa solidarietà e comunione che il Signore realizza tra l'Apostolo e i suoi discepoli che tribolano insieme per il Vangelo. Entrambi partecipano delle sofferenze e delle vittorie di Cristo, in intima comunione con Lui. Si allude da una parte ai gravi rischi corsi dall'Apostolo nello svolgimento della sua missione, dall'altra ad episodi dolorosi avvenuti a Corinto.

Ma Dio compie il suo disegno volgendo ogni cosa a favore di quanti lo amano ed accresce in essi la comunione e la gioia in Cristo. Da ciò sgorga il ringraziamento che dà il tono a tutto il brano. L'Apostolo e i discepoli sperimentano in sé stessi le consolazioni divine, la dolcezza della sua misericordia e del suo conforto proprio nelle tribolazioni vissute a causa del Vangelo.