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2022/23 - Catechesi Adulti

In questo nuovo anno pastorale gli incontri di catechesi per gli adulti saranno centrati sulla presentazione del Vangelo domenicale dell’anno A. Abbiamo pensato con Don Andrea, che questo possa aiutare tutti noi a prepararci meglio per la partecipazione alla Santa Messa domenicale, affinché il brano del Vangelo in essa proclamato possa illuminare tutta la nostra settimana, certi che la meditazione della pagina evangelica ci possa aiutare a calare meglio nella vita quotidiana i comportamenti e gli atteggiamenti a cui il Signore vuole educarci.

Gli incontri partiranno dal martedì precedente l’inizio del nuovo anno liturgico e si svolgeranno nella canonica di Sant’Egidio alle ore 19, subito dopo la messa vespertina. Nel tempo forte dell’Avvento ci ritroveremo tutte le settimane per intensificare la preghiera e la vigilanza in preparazione al Natale del Signore. Da gennaio si potrà riprendere la cadenza quindicinale. Ci accompagnerà l’Evangelista Matteo.

IL VANGELO SECONDO MATTEO

Scritto negli anni tra il 70 e l’80, il Vangelo di Matteo si sviluppa attorno a cinque grandi discorsi di Gesù: il discorso della montagna, il discorso missionario, il discorso in parabole, il discorso ecclesiale, il discorso escatologico. Attraverso la struttura letteraria che fa perno sui cinque discorsi, si svolge la storia di Gesù, a testimonianza che il Vangelo, prima che una dottrina, è una storia, una Persona: Gesù Cristo Salvatore. Matteo unisce con sapienza i fatti e la catechesi che da essi scaturisce sull’esempio di Gesù che illumina e commenta quanto accade.

Con l’intento di mostrarci il significato salvifico della sua persona, della sua parola, della sua vicenda, Matteo ci presenta Gesù, il Maestro, il nuovo Mosè superiore all’antico, il Profeta portatore della Parola di Dio ultima e definitiva. In tal modo il giudaismo è invitato a superarsi e ad aderire al Vangelo di cui esso è preparazione: la parola ultima non è quella di Mosè, né la tradizione dei padri, ma la Parola di Gesù.

Il Vangelo di Matteo sviluppa inoltre il tema della Chiesa: è l’unico che mette in bocca a Gesù la parola “ecclesia” (16,18; 18,17) e i temi trattati sono scelti in base alle esigenze della comunità. Quella per cui l’evangelista scrive è una grande comunità giudeo-cristiana che vive nei dintorni della Palestina: ad essa Matteo vuole mostrare la continuità con l’Antico Testamento e il compimento delle profezie nella persona di Gesù. Le frequenti citazioni dall’A.T. servono appunto a dimostrare che la storia di Gesù di Nazareth è in profonda armonia con le Scritture.

Il Vangelo di Matteo risulta particolarmente vivo e attuale anche perché non passa sotto silenzio i problemi interni alla stessa comunità cristiana e le molte situazioni che necessitano di essere chiarite e illuminate dalle esigenze di Gesù: come concepire la missione in mezzo ai pagani e come condurla? Come risolvere le questioni inerenti il matrimonio, le ricchezze, l’autorità? Che posizione prendere di fronte alle divisioni che affiorano nella stessa comunità e di fronte ai peccati che continuano a moltiplicarsi e agli scandali?

Mettiamoci insieme alla scuola della Parola del Signore e lasciamoci trasformare da essa. Lo Spirito Santo illumini il nostro cammino e scaldi i nostri cuori col fuoco del Suo Amore.

Vi aspettiamo numerosi, Don Andrea, Elena, Chiara e Aurora.

Vigilate.

1a domenica di Avvento anno A – Mt. 24,37-44

Con il Vangelo della prima domenica di Avvento, la Chiesa ci propone uno dei cinque discorsi di Gesù, un “discorso escatologico” sulla sua prossima venuta, la parousìa. Questo termine sta a indicare la venuta di Gesù alla fine dei tempi, per instaurare il Regno di Dio. Gesù afferma più volte che nessuno conosce il “giorno” e l’“ora” (24,36; 25,13). Il messaggio è chiaro: la venuta del Signore è imprevedibile, di qui la necessità della vigilanza indicata dal verbo “vegliate”.

Il ritorno di Gesù alla fine dei tempi è una gioia, ma anche un invito a impegnarsi seriamente, lasciando a margine le cose secondarie e preparando il suo arrivo. Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, […] e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: "così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo." In questi versetti, Gesù risponde a coloro che trovano sicurezza nella vita materiale, e rifacendosi alla Sacra Scrittura cita la generazione di Noé, ai tempi del diluvio, che passò alla storia come la più corrotta di tutte. Con questo paragone Gesù ci parla di persone che hanno trascurato la relazione con Dio, lasciandosi assorbire totalmente dai bisogni fisici, dalle cose materiali. Sono persone che hanno riposto la propria sicurezza in se stessi.

Anche oggi, in qualche modo, succede la stessa cosa: viviamo una certa sicurezza di noi stessi, cerchiamo sicurezza nel nostro sapere, nei beni che abbiamo, nella tecnologia, nella scienza.
Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata.
•i due uomini nel campo e le due donne alla mola fanno le stesse cose, non c’è distinzione da un punto di vista materiale, all’apparenza sono uguali;
•ma c’è una differenza nel loro cuore, nel loro atteggiamento verso Dio, per questo uno sarà preso e l’altro lasciato. Sarà preso, cioè riceverà la salvezza, chi l’ha sempre accolta nella propria vita; sarà lasciato, cioè non riceverà la salvezza, chi ha condotto una vita senza senso.
In questi personaggi possiamo cogliere i due atteggiamenti fondamentali che possiamo assumere nella nostra vita:
•contare su noi stessi, lavorare da soli, essere addormentati interiormente;
•contare su Dio, attendere la sua venuta, lavorare insieme con Dio, essere vigilanti.
Sono modi diversi di vivere la vita. Il discepolo deve imparare a riporre la propria fiducia nel Signore, gettando nel Signore il suo affanno, le sue preoccupazioni, come afferma S. Pietro in una delle sue lettere: “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo, gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi” (1Pt 5,6-7).

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo invito nelle pagine del Vangelo lo troviamo più volte in bocca a Gesù.
Vigilare significa, non starsene barricati, sicuri, ma assumersi ogni giorno le proprie responsabilità, affrontare gli avvenimenti della vita. È un mettersi continuamente alla presenza del Signore. Essere vigilanti significa spezzare l’indifferenza, l’inerzia, la distrazione.
 San Paolo nella lettera ai Romani dice: “È ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti” (Rm 13,11).
 Chi “dorme” nella vita di tutti i giorni non riesce a cogliere la presenza di Dio negli avvenimenti e nelle persone che incontra.
Chi è sveglio, invece, sta in piedi nella vita di tutti i giorni, perché capace di stare alla presenza di Dio. Essere svegli significa:
• essere sempre pronti a capire quanto sta avvenendo
• non diventare indifferenti a tutto, non adagiarci in un quieto vivere
• cercare di fare del bene, finché siamo in tempo: il tempo per amare è oggi, non domani.
"Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa." L’insistenza di Gesù “cercate di capire”, ci fa pensare quanto Gesù ha a cuore la nostra sorte.
Gesù ci stimola a metterci in ricerca interiore, senza aspettare gli eventi della vita che ci mettono a dura prova (descritti qui con il ladro). L'incertezza dell'ora non deve farci dimenticare che quell’ora verrà. Nell’attesa di quel momento dobbiamo custodire i doni che abbiamo, coltivarli, lasciarli crescere e proteggerli.

"Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo."
Per rafforzare quanto detto prima, Gesù dice che il Figlio dell’uomo verrà nel momento in cui non si pensa. Dio viene quando meno ce lo aspettiamo. Occorre, perciò, tenersi pronti:
 vivere ogni istante della vita come fosse prezioso, come se fosse il solo a disposizione
 non perdere le occasioni per fare il bene, essere disponibili alla carità fraterna
 riconoscere gli avvertimenti che vengono dai segni attorno a noi.

La Parola illumina la vita e la interpella:
• Come leggo, alla luce del brano evangelico, la realtà che mi circonda?
• Come mi guardo attorno, dentro il mio cuore, per rivedere le mie scelte, il mio stile di vita alla luce della Parola di Dio?
Sono vigilante, vivendo ogni frammento di vita come fosse prezioso, il solo a disposizione?